Pagine

Visualizzazione post con etichetta lisbona. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lisbona. Mostra tutti i post

mercoledì 9 giugno 2010

LISBOA - Day 5 - pt.2

questo è il penultimo post resoconto su lisbona.
invece, in questi giorni non faccio nulla.



tram



pastelaria



locale assurdo al barrio, nel quale son condotto da sonja e julian che ho conosciuto pochi giorni prima e che incontro per caso in giro.
è l'ultima sera a lisbona.

sabato 15 maggio 2010

LISBOA - Day 5 - pt.1

colazione e, di nuovo, alla feira da ladra.









ancora un paio di post e questo resoconto avrà finalmente termine.

sabato 1 maggio 2010

LISBOA - Day 3

ok, cerchiamo di farla abbastanza breve.
selezione!



tarda mattinata - primo pomeriggio a cais do sodré




tardo pomeriggio, controluce.




qualche ora, più tardi.

martedì 20 aprile 2010

LISBOA - Day 2 - pt. 3: il Barrio

sabato sera la barrio da solo seduto sui gradini.
sì, autismo.



un caratteristico lampione del barrio.



un caratteristico scorcio del barrio.



un caratteristico estratto di gente del barrio.

sì, autismo.

venerdì 16 aprile 2010

LISBOA - Day 2 - pt. 2 : un animo romantico



di ritorno dalla feira, mi fermo al miradouro santa lucia. schizzo veloce questo pezzo di fiume.




poi mi metto, sempre dallo stesso punto, a provare a copiare l'intrico collinare di palazzi affastellati l'uno sull'altro. era dalla scorsa estate che mi stava sul gozzo, dovevo farlo questo disegno.
questo è autismo, peraltro.



infine, in un momento in cui son senza quaderno ma non senza autismo, mentre mangio alla casa da india e aspetto che arrivi la bifana, mi metto a copiare su un tovagliolino quello che credevo fosse un cliente e invece scopersi poi essere il capo o comunque qualcosa del genere. l'altri 2 disegni che ho fatto lì li ho regalati al personale (che poteva almeno farmi uno sconto!). questo disegno lo metto perchè quando l'ha visto roger (portoghese vero) è scoppiato a ridere (roger) dicendo qualcosa che presumo traducibile all'incirca con "cazzo! questo è davvero un portoghese! ha la faccia da portoghese!". il che mi ha fatto molto felice.

martedì 13 aprile 2010

LISBOA - Day 2 - pt. 1: la Feira da Ladra

rileggendo i post precedenti, onestamente, mi sono annoiato.
dunque basta descrizioni diaristiche.
al limite, se preferivate prima, fatemelo sapere, ci penserò.

ad ogni buon conto, è sabato.



prima colazione in pastelaria (di questa non mi son segnato il nome)



viaggio sul celebre electrico 28, affollato e sferragliante, alla volta della feira da ladra (tipo fiera di sinigallia ma una trentina di volte più grande)



un'immagine della feira da ladra (non particolarmente significativa, seppur rappresentativa: ma lì ho trovato da sedermi).

sabato 10 aprile 2010

LISBOA - Day 1 - pt. 3: Lisbona, finalmente

sì, finora il resoconto del viaggio a lisbona è stato una (mezza)truffa, lo so.
e non credete che migliori col tempo.
tuttavia, quantomeno ora cominciano i disegni fatti in loco.

dunque, dicevo che incontro la cate fuori dall'aeroporto. non ci vediamo/sentiamo da mesi, quindi il viaggio in pullman è sostanzialmente un flusso di coscienza di aggiornamenti, interessamenti, ragguagli, come ci troviamo, cosa facciamo, cosa fanno, perchè, secondo te, secondo me, discorsi pieni, discorsi evitati.
a casa (bellissima! in fantastica zona, peraltro) conosco carla, la coinquilina, di cui non dirò che è simpaticissima né altro solo per non fare della piaggieria.

l'atmosfera è esattamente quella che mi aspettavo fosse quella che avrebbe potuto circondare la mia cara amica in erasmus: un sacco di chiamate, appuntamenti, cene stabilite, annullate, rimandate. ci ritroviamo con federica (giovane sarda che si diverte a maneggiare esplosivi di diverso potenziale) a fare una cenetta a tre in un vero ristorante tipico, dove il cameriere (che è anche il fratello tarato del gestore, che è il marito della cuoca), di nascosto, ci sconsiglia uno dei piatti sul menù. assaggio il miglior salmao della mia vita. purtroppo non ho il coraggio di disegnare né il posto, né gli avventori, né il terzetto familiare del ristorante. ma ci saprei tornare, quindi nulla è perduto.



qui la sorpresa: ti va di andare al chapitò? non ho la minima idea di cosa possa essere, quindi sì. è una figata. un posto dall'architettura improbabile, quasi labirintica, che si snoda e si articola in un gran numero di sale, chioschi, stanze, casette ognuna dedicata ad un qualche tipo di attività artistica/artigianale/sociale/ricreativa. ad esempio ci sono dei teatranti che impersonano personaggi assurdi in giro, che non escono dal personaggio manco a pagarli, come guardie reali britanniche, ma senza cappellone peloso.
probabilmente un tempo era una sorta di stazione di bagni turchi o qualcosa del genere (almeno considerando le diverse vasche vuote, una delle quali usata come palco dal gruppo di cui sotto, dai pertugi in stile mediorientale e dalle edicole con colonne incise all'islamica).
la sorpresa nella sorpresa è il fantastico concerto jazz che ci accoglie. giubilo. carla quasi si giustifica "di solito veniamo la domenica, c'è musica africana e gente tanto stipata da gonfiare le pareti". ringrazio il mondo che ha fatto sì che fosse venerdì.
al buio (come si può notare dalla resa non proprio ineccepibile) cerco di ritrarre il quartetto jazz (batteria-pianoforte-basso-clarinetto).



scopro con disappunto che siamo praticamente tutti italiani. le ragazzine intorno, altri avventori, addirittura il pianista del gruppo, che alla fine mi chiede l'indirizzo (vuole il disegno, almeno una scansione) per poi mai più scrivermi.
anche le ragazze che disegno, scopro poi essere italiane. la prima la faccio involontariamente molto brutta, così compenso rendendo la seconda più carina.
la mano pianofortica è per riempire la pagina (già è cominciato il raptus di autismo che mi fa pesare come un macigno ogni minuto in cui non traccio segni su un foglio).
vabbè. direi che per stasera non poteva andare meglio.
lisbona mi ha accolto superando ogni aspettativa.
chissà domani: il programma pare sia la feira da ladra.

giovedì 8 aprile 2010

LISBOA - Day 1 - pt. 2: in volo



il volo easyjet è in ragionevolissimo ritardo. ed è ben lontano dall'essere completo.
nulla di particolarmente interessante ed emozionante. provo a disegnare i miei vicini portoghesi, ma dopo non molto - superata qualcosa che non so se fosse stanchezza o ansia da decollo - cominciano a muoversi tra le file su cui sono distribuiti. il risultato e quello che vedete qua sopra.



sbirciando queste poche pagine che avete visto in questi due post(s), uno stuart si avvicina cordiale, mi fa i complimenti sorridente e mi chiede se lo faccio per lavoro, se ci vivo, coi disegni. forse interpreta come scherno la mia smorfia tipo "eh, magari", ma quando gli rispondo che no, è un hobby, si scurisce in volto immediatamente e, severo, mi ingiunge "beh, dovresti". e si allontana spedito.
mah.
come se dipendesse da me.
comunque non so se il segnale sia confortante per me o semplicemente indicativo dell'ignoranza che generalmente circonda l'editoria, ma sarà solo il primo di una discreta serie ad esprimere lo stesso concetto, nel corso del viaggio.

estimatori di tutto il mondo: trovatemi un lavoro.



infine una donna che per quasi tutto il viaggio è rimasta in questa posa, evidentemente atterrita dalle emozioni aviarie. dico "quasi" perchè ovviamente nonappena comincio a disegnarla comincia a chiedere caffè alle hostess, a berlo, ad agitarsi. boh.
comunque ancora non ho capito se stimo o disprezzo, le persone che - pur avendone paura - prendono l'aereo. che poi magari vanno in macchina tranquillissime, o non si fidano ad andare in giro in bici-che-è-pericoloso.
stranezze umane, immagino. coma la mia che mi fa porre di queste inutili questioni.

comunque il viaggio è tutto sommato buono, avendo solo il bagaglio a mano evito la pena della lotteria dello svuotamento delle stive con conseguente estrazione delle valigie sul tapis-roulant.
il ritardo del volo compensa quello di caterina, che viene a prendermi all'aeroporto.
l'aria è già diversa. milano è già lontana. mi sembra di respirare dopo un sacco di tempo.
mi accendo una sigaretta (è dal check-in a malpensa che non ne fumo una!), ma la sensazione è la stessa.
se fossi un poeta direi che sorrido nel vento, ma meglio.

martedì 6 aprile 2010

LISBOA - Day 1 - pt. 1

va bene, giovani.
data la mia recente renitenza al disegno (idee, dove siete?) e alla conseguente carenza di materiale nuovo da mostrarvi, eccomi ripiegare sul resoconto del mio recente viaggio-blitz a Lisboa. nonostante la mia permanenza sia stata di 6 giorni scarsi (5 le notti), ero invaso dal sacro fuoco dell'autism... dell'arte, e dunque ho prodotto una quantità imbarazzante di disegni. dato che non ho intenzione di selezionare, ve li beccate (quasi) tutti. e dato che però ho fatto davvero tanto, non riesco a mettere un giorno per post. Ragion per cui:

12 MARZO 2010
PRIMA DEL VIAGGIO
o dei movimenti d'avvicinamento

innanzitutto, è venerdì.



l'entusiasmo è tanto che decido di documentare anche il viaggio sul malpensa shuttle. dato che ovviamente il giorno della mia partenza era venuto a coincidere con le pur giustissime recriminazioni di non so quali sindacati di non so quali figure professionali dell'ambito aeroportuale, decido di anticipare di un'oretta il viaggio in bus verso l'amena località in provincia di varese che ospita l'aeroporto di milano (sì, a volte è strana la toponomastica, figurarsi la vita).
preoccupazione inutile: nonostante gli strepiti dell'obeso guidatore/strillone/buttadentro del pullman, sul mezzo ci siamo solo io, una coppia dell'est europeo, una dell'oriente più spinto (indiani?) che mi guarda con sospetto, e due maghrebini che con ogni probabilità (vista anche l'assenza totale di bagaglio) a malpensa ci vanno a lavorare.



arrivato in aeroporto fumo le mie buone cinque sigarette nel giro di un'ora scarsa e non riesco ad esimermi dallo spendere soldi allo shop interno, che ti vende una bic al prezzo di una montblanc. eppure, anche questa volta, ci casco. visito i bagni del fiore all'occhiello dell'edilizia areonautica civile italiana, e vedo che - ad esempio - l'aeroporto di Oporto in confronto sembra una clinica svizzera per razionalità degli spazi, pulizia e funzionalità. ma, penso, ancora per qualche mese siamo campioni del mondo, e quindi abbiamo comunque ragione noi.



vedendo dai monitor i voli interni sparire o accumulare ritardi sempre crescenti (causa il summenzionato sciopero) mi viene la straordinaria idea di passare all'area post-check in dell'aeroporto con grande anticipo. mannaggia a me e a malpensa: non c'è modo di fumare una sigaretta al di là del confine. nella disperata ricerca di una qualsivoglia apertura che mi permetta di soddisfare il mio fabbisogno nicotinico giungo ad una porta che a quanto pare non si poteva oltrepassare. per puro caso - già mi stavo accendendo la sigaretta, quindi anche le misure di sicurezza ci hanno fatto la loro porca figura - passa un obeso impiegato (ehi, siamo proprio il modello della dieta mediterranea!) che intrattiene con me una simpatica conversazione del tipo:
"scusi, qua si può fumare?"
"non si può stare qui!"
"ok, scusi. sa se c'è un posto dove si può fumare?"
"non si può stare qui!"
"ho capito, ora me ne vado. ma si può fumare da qualche parte?"
"qua non si può stare!"
"...sì, l'avevo intuito. le sto chiedendo semplicemente se lei sa dell'esistenza di u"
"non si può stare qui!"
"...scusi, parla italiano?"
"qua non si può stare!"
"mavaffanculo, idiota!"

comunque non si poteva fumare dapperniente. inoltre il gate del mio volo era l'unico a non venir esplicitato ed ero circondato da napoletani urlanti. il che spiega il nervosismo e la conseguente cattiva resa di questa pagina.
a presto.

giovedì 17 settembre 2009

GLI SGOCCIOLI

oggi meglio. sarà che almeno c'è un po' di sole. sarà per la (interminabile) telefonata di ieri. sarà che a un certo punto uno cerca di venire a più miti consigli, anche con se stesso. tutto per il quieto vivere.
mah, comunque oggi chiudo la serie di post sulle vacanze.



23 agosto - Starbucks, Belém
Detto anche starbuco. diventato rifugio ufficiale in virtù dell'offerta di tè e cesso pulito. come dimenticare il capo-cassiere che ti tratta come fossi il suo migliore amico e ti (mi) chiama George, manco fossi un mangiarane? o - parallelamente e per contrasto - il Codego WC sullo scontrino (1234), necessario per usufruire del bagno di cui sopra; come dimenticare le lagnosissime e insopportabili cover di sottofondo; il muffin di cioccolato con gocce di cioccolato ripiene di cioccolato al cacao di cioccolato? mah



stesso giorno (l'ultimo a Lisboa) - Viale centrale che non ricordo
mentre mangiamo l'ultimo bolo lisbonense (attorniati dalla nidiata di spacciatori più insistente della vacanza e con uno dei camerieri più scorbutici - sarà che in due spendiamo fose 7 euri contro i 10-15 medi cadauno) devo disegnare la testa di quest uomo: è parallelepipedica! stretta ai lati! lo amai immediatamente.



24 agosto - treno per Porto
due colossi meticci di circa 12-14 anni, vestiti e atteggiati da megaduri, seduti nei sedili di fianco ai nostri si addormentano l'uno sull'altro, dando una sorta di alone di tenerezza al mondo. soprattutto perchè quello vicino al finestrino, su cui quello più mastodontico si appoggia (ma solo dopo aver chiesto il permesso !) ha una maglietta che recita a caratteri cubitali "LEAVE ME ALONE".
A Porto avrei anche fatto opera di vedutismo (senti come mi atteggio!), ma nel bel mezzo di quando avevo cominciato, s'è messo a piovere. vorrà dire che ci si dovrà tornare...



25 agosto - sull'aereo
volo di ritorno. il che suggerisce che davvero ho finito con le vacanze.
unico consiglio, riferito a questo disegno, se potete, evitate ryanair. soprattutto evitate orio al serio.

soprattutto ciao.

mercoledì 16 settembre 2009

LISBOA - again

Il senso di amarezza e squallore dilaga. Tuttavia, andiamo avanti facendo finta di niente, nei limiti del possibile.



22 agosto - Praca da Figuera - capolinea del 714
mentre prendiamo l'autobus per andare a fare un giro a Belém, a qualche kilometro di distanza si gioca l'anticipo della prima o seconda giornata di campionato portoghese (liga sagre?). spuntato dalle pieghe di un tempo che davo ormai per irrimediabilmente perso, un meraviglioso vecchino - che saluta con familiarità l'autista carris - tremebondo ascolta la radiocronaca via transistor. lo ritroveremo il giorno dopo al tavolo dietro di noi in una tavola calda economica (sopa do dìa a 1.80 euri, bitoque con patate e insalata tipo 6-7 euri) sempre in Praca da Figuera a leggere un giornale sportivo.



stesso giorno - Torre di Belém
ovviamente arriviamo tardi per poter entrare. ciò nonostante il luogo è davvero delizioso, la torre è una bomboniera di marmo lavorata con pazienza e cura. sembra un modellino intagliato da un gigante con lo stuzzicadenti. Proviamo - mi dico mentre Delfina (che muore di freddo o fame, non ricordo) mi odia sempre più - a disegnare, vedi mai che imparo a copiare qualcosa. quasi.



???-???
due momenti topici, descrittivi della tendenza portoghese a inculare i turisti.
sopra il commesso di un negozio di cioccolati costosissimi, sotto la puttana bovina di frango (cioè, McSandes o qualcosa del genere, catena di fast-food a base di panini al pollo) che sfacciata mi-ci piglia per il culo negandoci una mela contemplata nel menù scelto. che le sue ghiandole salivari lavorino sempre più del necessario.



piccola allegoria dell'atteggiamento generale portoghese nei confronti dei turisti. anche se, bisogna ammetterlo, almeno un paio di eccezioni ci sono state e - forse proprio per il loro carattere episodico - ci sono risultate carissime. Grazie al guardiano del parco di Sintra che ci ha fatto entrare gratis vedendoci vagare dispersi a kilometri di distanza dall'entrata e al barista zarro del campeggio che ci ha trovato i treni sull'inconcepibile sito delle ferrovie portoghesi offrendoci la connessione a internet.

con domani finisco i resoconti vacanzieri, giuro.
sperate che mi sia passata l'ondata di merda o rischio di sommergere qualunque incauto visitatore.
baci
pax&bonum

martedì 15 settembre 2009

LISBOA - Side A

Colò, hai ragione, dovrei postare cose nuove, chè chi forse segue sto blog già li ha visti i disegnini del quaderno... ma se metto roba nuova rischio di inondare di amarezza il blog, potrei pentirmene.
quindi abbi(ate) pazienza, mancano 2 o 3 post e l'argomento vacanze si potrà considerare esaurito. a proposito



14 agosto - Lisbona
Il primo pasto al Ristorante Inclinato, ottima cucina, bassi prezzi, cameriere gentile (uno dei rarissimi, a quanto pare) che sospettiamo poi essere una sorta di boss o sotto-boss del quartiere. Ci torneremo altre due volte, ma solo oggi riuscirò a disegnare questo bellissimo vecchio che mangia felice. Nel frattempo il primo (e forse unico) flash di televisione portoghese ci regala attimi di emozione brasiliana. Frase del dìa: "Nao commenca!"



14 agosto - Camping Lisboa
Delfina ricorda al mondo quanto sia più pratico essere uomini. Silk-e-peel (o come si scrive) in campeggio? Pure, è così.





18(?) agosto - Largo do Carmo
mentre Delfina dorme su un tavolino di pietra, ne approfitto per capire - al di là dei risultati - l'importanza del contorno e dello sfondo.
unico disegno, quest'ultimo, a essere piaciucchiato ad un noto artista.

a soon, gente.