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mercoledì 12 settembre 2012
stagioni e pregiudizi
lo so, è passato un mese dall'ultimo post, ma - credetemi - seppure sia stato un mese di inattività pressoché totale ho le mie giustificazioni, firmate dalla mamma, davvero maestra non è pigrizia la mia.
ecco.
dunque, da due giorni ho timidamente e a fatica ricominciato a disegnare. qua sotto il risultato, che funge anche da motivazione dell'ultima settimana di inattività.
ma giurin giurello, da ora si farà un po' più sul serio.
lunedì 6 giugno 2011
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mercoledì 9 giugno 2010
LISBOA - Day 5 - pt.2
questo è il penultimo post resoconto su lisbona.
invece, in questi giorni non faccio nulla.

tram

pastelaria

locale assurdo al barrio, nel quale son condotto da sonja e julian che ho conosciuto pochi giorni prima e che incontro per caso in giro.
è l'ultima sera a lisbona.
invece, in questi giorni non faccio nulla.

tram

pastelaria

locale assurdo al barrio, nel quale son condotto da sonja e julian che ho conosciuto pochi giorni prima e che incontro per caso in giro.
è l'ultima sera a lisbona.
martedì 13 aprile 2010
LISBOA - Day 2 - pt. 1: la Feira da Ladra
rileggendo i post precedenti, onestamente, mi sono annoiato.
dunque basta descrizioni diaristiche.
al limite, se preferivate prima, fatemelo sapere, ci penserò.
ad ogni buon conto, è sabato.

prima colazione in pastelaria (di questa non mi son segnato il nome)

viaggio sul celebre electrico 28, affollato e sferragliante, alla volta della feira da ladra (tipo fiera di sinigallia ma una trentina di volte più grande)

un'immagine della feira da ladra (non particolarmente significativa, seppur rappresentativa: ma lì ho trovato da sedermi).
dunque basta descrizioni diaristiche.
al limite, se preferivate prima, fatemelo sapere, ci penserò.
ad ogni buon conto, è sabato.

prima colazione in pastelaria (di questa non mi son segnato il nome)

viaggio sul celebre electrico 28, affollato e sferragliante, alla volta della feira da ladra (tipo fiera di sinigallia ma una trentina di volte più grande)

un'immagine della feira da ladra (non particolarmente significativa, seppur rappresentativa: ma lì ho trovato da sedermi).
giovedì 4 marzo 2010
altre 2 pagine dell'anno scorso, fatte - se ben mi ricordo - sul 7.
sì, uno di quei tram mercedes, merdosi, scomodi, verdastri, con maniglie troppo alte per la metà della popolazione urbana, finestrini chiusi ermeticamente per meglio godere dell'odore altrui e dell'arbitrarietà delle temperature imposte, quelli che quando piove diventano una sorta di aquafan senza cloro ma con le malattie e quando non funziona l'aria condizionata invece si trasformano in un gigantesco vetrino da coltura batteriologica nel quale scambiarsi reciprocamente proteine semplicemente respirando, quelli che quando li vedi da fuori sembrano il rendering di un tubo digerente di un insetto e quando ci sei dentro invece sembrano proprio un tubo digerente di un insetto arredato da un tedesco di quelli che vanno in giro coi sandali e i calzettoni col risvolto al ginocchio, quelli con la vocina che annuncia le fermate in midi senza azzeccare un accento che sia uno e inserti in finto legno di dubbissimo gusto, scivolosi anche da seduti e con un'allarmante tendenza al deragliamento che ci han regalato le amministrazioni albertini-moratti.
dio, quanto amo la bicicletta.

pag. 41

pag. 42
mi son sempre chiesto di chi fosse quel paio di scarpe in sovrappiù.
pure erano vere, non uso (in genere) inventare quando copio (già, non sono poi 'sto gran prodigio di fantasia).
sì, uno di quei tram mercedes, merdosi, scomodi, verdastri, con maniglie troppo alte per la metà della popolazione urbana, finestrini chiusi ermeticamente per meglio godere dell'odore altrui e dell'arbitrarietà delle temperature imposte, quelli che quando piove diventano una sorta di aquafan senza cloro ma con le malattie e quando non funziona l'aria condizionata invece si trasformano in un gigantesco vetrino da coltura batteriologica nel quale scambiarsi reciprocamente proteine semplicemente respirando, quelli che quando li vedi da fuori sembrano il rendering di un tubo digerente di un insetto e quando ci sei dentro invece sembrano proprio un tubo digerente di un insetto arredato da un tedesco di quelli che vanno in giro coi sandali e i calzettoni col risvolto al ginocchio, quelli con la vocina che annuncia le fermate in midi senza azzeccare un accento che sia uno e inserti in finto legno di dubbissimo gusto, scivolosi anche da seduti e con un'allarmante tendenza al deragliamento che ci han regalato le amministrazioni albertini-moratti.
dio, quanto amo la bicicletta.

pag. 41

pag. 42
mi son sempre chiesto di chi fosse quel paio di scarpe in sovrappiù.
pure erano vere, non uso (in genere) inventare quando copio (già, non sono poi 'sto gran prodigio di fantasia).
lunedì 1 marzo 2010

pag. 32

pag. 35

pag. 40
alcune pagine del vecchio quaderno (da me denominato con gran sfoggio di fantasia "quaderno 1" nelle etichette di blogspot) con schizzi fatti sul tram.
risalgono a circa un anno fa. a me sembra di essere un attimino migliorato, ma non si è mai buoni critici di se stessi.
boh.
sabato 27 febbraio 2010
squirm
mai successo prima.

ora, è inutile nascondersi, fanno piacere le occhiate di sfuggita, i sorrisetti castrati, qui piccoli cenni di ammirazione celata che dimostrano che - per quanto tu non sia nulla - per qualcuno che non conosci sei qualcuno che sa fare qualcosa.
insomma, gratifica l'ego ingannare gli altri.

immagino sia anche per questo che i prestigiatori fanno quel che fanno.
ad ogni modo, va tutto bene finchè i gesti sono smorzati, i ruoli rispettati: io vi rubo l'anima, voi state nel vostro mondo, grazie.
invece la senilità avanzata di un paio di passeggeri oggi ha dato il via alla sagra dell'imbarazzo.

salto i particolari perchè tanto non sono essenziali, solo che ad un certo punto del mio giro in tram da birdwatcher perverso, il 23 sembrava il comitato 'nonni-entusiasti-del-proprio-nipotino-che-signora-mia-vedesse-quanto-è-bravo-si-figuri-l'ha-fatta-uguale-uguale-è-un-dono-di-natura'.
sono dovuto scendere a diverse fermate prima di quanto dovessi.
che fine hanno fatto i milanesi davanti ai quali puoi sgozzarti senza riscuotere una reazione degna di nota?
mai successo prima.

ora, è inutile nascondersi, fanno piacere le occhiate di sfuggita, i sorrisetti castrati, qui piccoli cenni di ammirazione celata che dimostrano che - per quanto tu non sia nulla - per qualcuno che non conosci sei qualcuno che sa fare qualcosa.
insomma, gratifica l'ego ingannare gli altri.

immagino sia anche per questo che i prestigiatori fanno quel che fanno.
ad ogni modo, va tutto bene finchè i gesti sono smorzati, i ruoli rispettati: io vi rubo l'anima, voi state nel vostro mondo, grazie.
invece la senilità avanzata di un paio di passeggeri oggi ha dato il via alla sagra dell'imbarazzo.

salto i particolari perchè tanto non sono essenziali, solo che ad un certo punto del mio giro in tram da birdwatcher perverso, il 23 sembrava il comitato 'nonni-entusiasti-del-proprio-nipotino-che-signora-mia-vedesse-quanto-è-bravo-si-figuri-l'ha-fatta-uguale-uguale-è-un-dono-di-natura'.
sono dovuto scendere a diverse fermate prima di quanto dovessi.
che fine hanno fatto i milanesi davanti ai quali puoi sgozzarti senza riscuotere una reazione degna di nota?
mai successo prima.
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martedì 23 febbraio 2010

nell'impazienza della noia ho provato ad aprire anzitempo la stagione di ritrattistica tranviaria

ho avuto solo un'oretta, ed in effetti c'è da riprendere la mano (= riabituarsi agli scossoni delle rotaie e del pavè) e l'occhio (capire in fretta chi - fra quelli 'interessanti' - farà un numero di fermate sufficiente)

ad ogni modo, con la primavera - se il Porco vuole - si riprenderà a pieno regime.
bai
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