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giovedì 13 maggio 2010

sabato 6 marzo 2010

a lezione, di nuovo



l'aula - una sala conferenze ricavata da qualla che si direbbe una vecchia cappella con matroneo, o comunque un edificio religioso di cui ha mantenuto la ieraticità e l'eco dovute ai soffitti altissimi - di certo non aiutava l'entusiastica partecipazione, così come le poltroncine reclinabili foderate in velluto rosso (pur scadente) e l'illuminazione soffusa e morbida. insomma, la noia è inscritta nell'architettura stessa dell'aula intitolata a pio XII (sì, proprio quello che tanto cristianamente si è opposto a fascismo e nazismo da meritarsi il titolo di venerabile della chiesa).
sarà per questo, sarà per il crocifisso alto un metro e venti che penzola in perpendicolo, doppiamente inchiodato, a un paio di metri sopra le teste dei docenti, ma una volta di più mi saltata agli occhi questa strana analogia fra i dottorandi (era infatti un ricercatore che ci ha fatto lezione) e i seminaristi.
Questi giovani dottorandi, timidi oratori eccitati, grati, sembrano sempre come seminaristi di una religione parallela, pretini appena formati entusiasti e frementi in virtù dei segreti cui sono stati resi partecipi, volenterosi in maniera adolescenziale di salvare gli altri con la loro Parola di Salvezza.
Quasi scusandosi dei loro interventi (l'umiltà che cela la consapevolezza della propria superiorità li contraddistingue) parlano - impacciati e letterari - attraverso parole altrui, monocordi, gentili, prudenti.
Come equilibristi che camminino lungo una trave larga un metro posta a un metro da terra emozionano e coinvolgono il pubblico.
Goffi ed esperti, ansiosi, solerti, devono mettere in mostra le competenze acquisite, il loro momento è giunto, forse daranno qualcosa a qualche ascoltatore, basterebbe! Ma - in fondo - lo senti nella voce pacata, nei gesti appropriati, nella corretta pronuncia di ogni lemma o nome straniero, nella virginale e ferma intonazione del discorso; lo senti il cammino inerziale che (se mai lo è stato) ora certo non dipende più da loro. Lo senti davvero balenare, il pensiero: davvero basta questo, a giustificare tutte le mie fatiche? tutto il mio studiare? tutto il sacrificio? tutta la mia vita?



scusate la prolissità

sabato 30 gennaio 2010

77



sempre in biblioteca
sempre anzichè studiare



questo qui a matita non assomiglia per niente a chi dovrebbe, ma se non si sa è più bello.

giovedì 28 gennaio 2010

nel frattempo, a topolinia...



in mezzo a quelli del quaderno vecchio, qualcuno dei disegni che faccio in questi giorni in statale, anzichè studiare.




e anche





(addirittura a matita!)

spero che nessuno in biblioteca mi prenda troppo per un maniaco.

mercoledì 27 gennaio 2010



pag. 5

i trio bobo (cristian mayer + faso degli elii + il chitarrista di paolo conte di cui, mi spiace, non mi sovviene il nome e vista l'ora tarda non ho voglia di indagare) un giorno che vennero in statale a fare brutto.

non vedevo niente, e si vede.

sabato 5 dicembre 2009

dacci oggi il nostro cazzeggio quotidiano

il frutto di un pomeriggio infruttuoso in statale

1. chi è? [non si capisce perchè è brutto (il disegno)]




2. tutte le frasi della mano sono state realmente pronunciate in presenza di testimoni



3. su questo due cose:
a) non è guccini da giovane
b) non chiedetemi perchè i cheerios



per oggi è tutto.

prosciutto!